19 marzo 2013

Ispirazioni #3




Perciò va pure a scuola per non far scoppiar casino,
studia matematica ma comprati un violino, impara a lavorare il legno,
ad aggiustar ciò che si rompe, 
che non si sa mai 
nella vita un talento serve sempre. 
Eugenio Finardi

18 marzo 2013

Il primo pane



... a forza di rimandare e rimandare queste foto (non particolarmente belle) erano rimaste sul fondo del mio hard disk. Il primo pane dopo il corso fatto con Adriano e Paoletta lo scorso ottobre a Casa La Pira, appena qualche giorno dopo, giusto il tempo di far crescere un po' di lievito madre. Un pane che ovviamente mi ha resa troppo felice, la magia del pane fatto in casa c'era stata anche nella mia casa!
Da quel lontano 18 ottobre 2012 (il giorno che ho scattato queste foto) di pani ne ho fatti tantissimi, più o meno riusciti, più o meno soddisfacenti ma ogni volta la casa si inonda di un profumo delizioso e raro che ormai è quasi una droga. Pian piano sono riuscita a coordinarmi con i tempi del lievito del madre, ho sfruttato la maturazione in frigo e gli ho anche reso giustizia con qualche bella foto (qui)

Mi sembra assurdo che non aver ancora postato nessun pane, mi faccio travolgere dai dolci zuccherosi e mi dimentico delle cose importanti!


La ricetta è semplicissima, ma ve la racconto un'altra volta ;)

17 marzo 2013

Pink Macarons



I macarons! La ricetta è sempre la solita, stavolta ho aggiunto solo un po' di colorante in polvere rosa e la farcitura l'ho fatta con il frosting, ovvero zucchero a velo e formaggio cremoso intero. Ho anche sbattuto la teglia con un colpo secco sul tavolo, per formare la crosticina ed ha funzionato!
Soddisfatta!

Fare i macarons è sempre una sfida con se stessi, la soddisfazione di vedere i gusci lisci e l'arricciatura sul bordo non ha prezzo. La prossima volta li voglio provare sostituendo la farina di mandorle con quella di nocciole, verrebbero sicuramente deliziosi. Restate sintonizzati perchè sono in arrivo anche i macarons al cacao, una vera delizia!

Le foto mi piacciono abbastanza però purtroppo le ho dovute fare con poca luce, d'inverno non fai in tempo a pranzare che già si scurisce tutto, in questo caso c'erano anche goccioline di pioggia. Mi devo attrezzare, non ci sono più scuse!


9 febbraio 2013

Gattari da legare: Nonna Misao e il gatto Fukumaru


Miyoko Ihara è una ragazza giapponese che ha realizzato un bellissimo progetto che, in seguito, è diventato un libro. "Misao the Big Mama and Fukumaru the Cat" è un porfolio che vede protagonisti la nonna dell’autrice, Misao, ed il suo fedele gatto che si chiama Fukumaru, una vera storia d’amore tra un gatto e la sua padrona che vivono praticamente in simbiosi. Sempre.
A volte pensiamo che per fare delle fotografie belle e originali serve andare dall’altro lato del mondo, in realtà non è affatto così, basterebbe guardarsi attorno, trovare la magia nella nostra quotidianità, andare oltre la semplice routine e farsi guidare dall’istinto. Questo lavoro è semplice, ma davvero toccante, delicato e disarmante. Un amore puro e incondizionato che un animale nutre per la sua padrona e la padrona per il suo gatto.
Misao è una donna di 87 anni, vive di agricoltura e quindi fatica parecchio durante la giornata, il gatto Fukumaru la accompagna in tutte le sue faccende domestiche, mentre pulisce, pianta le verdure, raccoglie le arance, ma anche mentre si riposa, dorme, festeggia il compleanno ed altre ricorrenze. Una simbiosi assoluta in cui ognuno rispetta il suo ruolo. Miyoko Ihara descrive in modo molto semplice ed essenziale la vita quotidiana tra l’anziana donna ed il suo gattino, un trovatello che nove anni fa è arrivato nell’appezzamento di terreno di questa signora.
Miyoko Ihara in merito a questo lavoro ha dichiarato: “Mia nonna e il suo gatto sono sempre insieme. Questo è un album fotografico che cattura la vita di tutti i giorni di mia nonna, Misao, china a lavorare nei campi con il suo gatto Fukumaru. Un giorno di nove anni fa, mia nonna ha trovato un gattino nel suo capannone. Lo ha chiamato "Fukumaru", in onore del "Dio di Fuku" (il Dio della buona fortuna) nella speranza che tutto andrà bene come un maru (cerchio). L'udito di mia nonna si sta indebolendo e anche Fukumaru ha problemi di udito, ma si guardano sempre negli occhi e sentono il calore l'uno dell'altra. Sotto il sole, la nonna e Fukumaru si dirigono verso i campi anche oggi. Nonna e Fukumaru, grazie sempre e per sempre". 






clicca per le altre foto

2 febbraio 2013

Mostra Personale su Giampilieri


Ebbene si, il mio lavoro su Giampilieri è diventato una mostra, sarà inaugurata stasera alle 19,00 al Museo del Costume e della Cucina Via F. Mormina Penna, 65, 97018 Scicli.
Un lavoro emotivamente molto faticoso, anche se oggi non ci si deve pensare, è inevitabile che una parte della mente vada a tutte le sere passate a cercare di fare dei dittici che dicessero qualcosa in più delle due fotografie, alle risate di quando dal mio cervello cominciava a far fumo, a cercare tanti modi diversi per raccontare questo posto che ormai conoscevo come le mie tasche, il parlare con la gente, ripercorrere quelle pietre. E poi il bianconero, che doveva essere intenso, ma anche omogeneo (Manta docet) rifatto per l'ennesima volta, non per aspirare alla perfezione, quella lo sappiamo e lontana da me e da queste pagine, ma per raccontare nel modo migliore possibile di queste vite normali spazzate via.
Chi può venire, è il benvenuto :)

19 gennaio 2013

Grandi corridori di corse salita

che alzavano la testa dal manubrio 
per vedere se fosse finita, 
allenati alla corsa 
allenati alla gara 
e preparati a cadere 
e a tutto quello che s'impara, 
innamorati della sera 
innamorati della luna 
conoscitori della notte 
senza averne paura



Ricominciare è una parola che mi è sempre piaciuta. Si ricomincia tutto daccapo e sembra di tornare in prima elementare, quando tutto è possibile, tutto deve ancora accadere. Ricominciare da zero alla soglia dei trenta è forse un po' diverso. Comincia un nuovo lavoro, ma anche un nuovo percorso, che a dire il vero pensavo di aver già fatto. A volte sembra di essere come nel Monopoli, ti capita la carta sbagliata e devi tornare al punto di partenza, puoi fare le cose perbene, nel modo giusto, ma sono cose già fatte, sensazioni già vissute. Coraggio e forza già dati che adesso non si sa dove andare a recuperare. La vita è così. In salita, soprattutto in certi periodi. Ma si deve comunque combattere una lotta, anche se è impari. Rimbocchiamoci le maniche, facciamo un bel respiro e cerchiamo di dare fondo alla forza che, da qualche parte, ci deve essere.

10 gennaio 2013

Nino Migliori: La materia dei sogni

Installazione "Come nei cieli"


Metti una vacanza a Milano, la tua migliore amica, fiocchi di neve che scendono giù dal cielo e una mostra da visitare. La mostra è “La materia dei sogni” di Nino Migliori esposta al Forma. Una personale in cui c’è una buona parte quello che Migliori ha realizzato nella sua lunga e brillante carriera di fotografo iniziata più di sessant’anni fa a Bologna, dai ritratti del periodo Neorealista alle sperimentazioni in off camera e con la polaroid, ma anche i muri, le ossidazioni, i pirogrammi, il cliché-verre. Tra una sala e l’altra si esplorano mondi e vite, si sogna come nella meravigliosa installazione “Come nei cieli” in cui ci si dovrebbero trascorrere almeno 10 minuti al giorno, prima di tuffarsi nel mondo esterno . Nino Migliori prende la macchina fotografica, o qualunque altra cosa e la trasforma, succede con i muri sparsi per il mondo, con le polaroid, con i negativi e con le fotografie abbandonate al loro destino da perfetti sconosciuti. La realtà passa ad un’altra dimensione, resta l’essenza, che supera gli anni, le mode e la tecnica fine a se stessa. Restano i sogni.

Mi piace lasciare la strada vecchia per la nuova” è una delle frasi di Nino Migliori che meglio raccontano questa mostra e la sua passione per la fotografia, una retrospettiva che ci insegna che non dobbiamo accontentarci e limitarci a fare le cose che ci riescono bene, bisogna cercare altrove, scavare dentro di noi, dare modo ai nostri sentimenti di uscire fuori, in qualche modo. Cercare nuovi stimoli, rischiare con tecniche pazze mai viste prima, sbagliare e ricominciare. Divertirsi con la fotografia.
Sarà che io mi ritrovo moltissimo in questo continuo sperimentare e provare, questo fare qualcosa e guardare un po’ più in là a qualcos’altro, ma questa mostra la consiglio a tutti, anche a chi pensa di aver trovato la sua strada. La fotografia offre mille possibilità di crescere e migliorare, come uomini e come artisti.

Sala espositiva al Forma di Milano

Bianconero

Gestualità

Ossidazioni

Ieri-Oggi

Polaroid polapressure

Polaroid polapressure

Polaroid polapressure

9 gennaio 2013

Chocolate Crinkle Cookies 2.0


I Chocolate Crinkle Cookies li avevamo già visti su questi schermi, ogni tanto me ne viene voglia e li rifaccio, li ho preparati qualche giorno fa e prima li avevo portati a casa di una mia amica per Natale. Sono così buoni questi biscottini super cioccolatosi che si meritavano una foto più bella, ci ho provato a costruire qualcosa di diverso ma non sono del tutto soddisfatta, anche se comunque l'esperimento possiamo considerarlo riuscito. Il riflesso doveva venire più nitido, senza contare il fatto che la polvere (che per pigrizia non ho tolto benissimo) si vede decisamente troppo, sembrano palle da tennis e non granellini microscopici.
La ricetta la trovate qui, stavolta ho solo mescolato cioccolato fondente extra e cioccolato al latte, ho usato farina integrale e zucchero di canna, molto molto buoni anche con queste piccole modifiche salutari.

8 gennaio 2013

Ispirazioni #2



“Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, 
spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini. 
Ma sempre incontrando noi stessi”.
James Joyce

Foto fatta a Milano nei primi di dicembre, quando ho incontrato la neve.

4 gennaio 2013

Crema spalmabile alle mandorle


... o nutella alle mandorle


Se la nutella mi ha sempre "tentato" moltissimo lo stesso non si può dire per la crema alle mandorle, quelle che mi è capitato di assaggiare (rigorosamente industriali) erano troppo dolci e stucchevoli, niente per cui valesse la pena alzarsi e andare a fare colazione. Qualche tempo fa sono capitata non si sa come in questa ricetta, è stato amore a prima vista, e in più avevo una validissima scusa per utilizzare le mandorle e il mio nuovo tritatutto che, manco a dirlo, mi ha tagliuzzato anche un dito. Ho apportato qualche modifica alla ricetta originale, ma appena mi troverò faccia a faccia con un'arancia biologica la proverò certamente. Questa cremina è ottima da spalmare sul pane, sulle fette biscottate e si presta benissimo anche ad affondare il cucchiaino o il dito, in caso di necessità.

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